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Miscellenea

Martino Lani nella Bike Area Piana di Vigezzo

Alto Piemonte, al confine con la Svizzera. Qui si trova la val Vigezzo: una di quelle realtà in cui madre Natura ha dato il meglio di se. Un’area pianeggiate a circa 800 mt di altezza, circondata da ampie pinete e dove il verde estivo regna sovrano, non a caso la chiamano la valle dei pittori e chiunque abbia un briciolo di passione per l’arte non potrà che condividere questo soprannome.

Qui sorge l’ovetto della piana di Vigezzo, che sale fino ai 1700 mt circa, dove in inverno si scia e in estate si scende in MTB.

Una località sui generis; infatti mentre molti costruiscono tracciati simili a piste delle biglie, qui credono ancora che il fascino della MTB sia da ricercare nel contatto con la natura, nei sentieri dove le radici siano viste come un’opportunità per dare dinamismo e dove i rock garden permettono al biker di creare quel ritmo sincopato che accomuna una discesa ad un brano metal.

Martino Lani in azione

Una località con una personalità spiccata, difficile poter dire ‘questo trail assomiglia molto a quello della località X’. Avrò modo di presentarvi le diverse opportunità, sia quelle più vicine ai tracciati da bike park, per intenderci salita con l’ovovia e discesa; sia i tour che permetto di spaziare all’interno di una valle che ha tanto da offrire al biker.

Ho deciso di iniziare dalla DH, un po’ per rispetto e diritto di anzianità. Come si dice spesso dei ragazzini, io questa traccia l’ho vista nascere. Erano gli anni in cui i fratelli Aleotti seminavano il panico sui trail con passerelle improponibili e salti degni di una rampage.

Qui trovarono un terreno adatto alla loro folle fantasia, riuscendo a tracciare una run a metà strada fra un tracciato da DH e una linea da free ride. Tracce ampie, con diverse interpretazioni e un’infinità di traiettorie. Per l’epoca era una dh sui generis, molto più vicina alla black snake della Val di Sole piuttosto che a quello che offriva il panorama discesistico.

Ho parlato di Black snake non ha caso, perché il paragone calza, la DH della Vigezzo ha in comune con la creatura di Pippo Marani l’elemento naturale e la sfida ad essa.

Una discesa dove il biker si confronta costantemente con la natura, con i suoi elementi e con le difficoltà che solo lei riesce ad inventare. Non esistono wall ride, rock garden artificiali o passerelle che possano reggere il confronto con il fascino sublime di una discesa natural, dove ogni sasso , radice o curva è li perché è il pendio che lo decide, non una vanga o un ruspino.

Qui il compito del trail builder è quello di assecondare le volontà e i capricci della montagna, cercando di dare ritmo al tutto, come un maestro d’orchestra mette ordine fra i diversi strumenti.

Ok, forse mi sono lasciato prendere un po’ la mano, ma la realtà è che questa DH mantiene lo spirito un po’ ribelle e improvvisato degli albori, ma lo fa con una nuova coscienza, nata da un lavoro maniacale di Luca e della sia crew; che hanno saputo armonizzare le curve, migliorare il ritmo e rendere il tutto un’esperienza dal forte impatto emotivo. Qui il biker arriverà alla fine stanco e con le braccai doloranti, ma con la voglia di tornare su, per riprendere un discorso mai scontato.

Godetevi il video che ho girato con Martino Lani e giudicate voi se vale la pena farvi un giro sulla DH della Piana.

Marco Tagliaferri
Written By

marco.tagliaferri@365mountainbike.com Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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