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DVO Topaz, un vero ammo da enduro

In questi mesi abbiamo testato in modo intenso il Topaz 2 di dvo, ammortizzatore progettato per esprimere il massimo in condizioni gravity oriented e sulle bici da enduro e all mountain.

E’ l’ultima evoluzione della serie Topaz air, questo nuovo prodotto parte da una collaborazione fra il marchio statunitense e Giant, che ne ha supportato lo sviluppo.

Un’ammo che nasce con l’intenzione di supportare le esigenze delle moderne cinematiche dei telai da enduro e all mountain. E’ disponibile con dimensioni metriche e attacco trunnion, Topaz 2 è l’ultima versione della serie Topaz Air. L’involucro è progettato attorno a un serbatoio trasversale per favorire il flusso dell’olio e ottenere una maggiore distanza dal telaio.

TECNOLOGIA


Il nuovo Topaz consente di regolare il volume sia sul lato positivo che su quello negativo per ottenere una sensazione più progressiva o lineare. Questo viene fatto con le fascette fornite con l’ammortizzatore. Possono essere installate nell’ammortizzatore in pochi minuti e in alcuni casi senza dover rimuovere l’ammortizzatore dalla bici. Inoltre è possibile regolare anche la resistenza del pistone flottante interno, che qui è un bladder che si gonfia ad aria. L’aria interna al bladder deve contrastare la pressione che esercita l’olio, quando l’ammo viene attivato l’olio va a deformare questa vescica che torna in posizione normale con il ritorno dell’ammortizzatore, spingendo l’olio riempiendo ogni spazio e riducendo così il problema della cavitazione, ovvero della formazioni di bolle interne all’ammortizzatore. Il beneficio maggiore si ottiene durante il normale utilizzo, quando le situazione di compressione e ritorno sono molto rapide e spesso i tempi di latenza dovuti ai normali o-ring riducono le prestazioni dell’ammortizzatore, mentre nei polmoncini d’aria la risposta è più immediata, annullando questo problema. La possibilità di regolare l’aria interna al bladder, inoltre permette anche personalizzare la risposta, sia in base al peso del biker che della risposta che si vuole ottenere.

Il serbatoio ha delle alette che dissipando il calore permettono di mantenere la temperatura di esercizio costante anche nelle prove più lunghe.

COME FUNZIONA

Abbiamo avuto modo di provare questo ammortizzatore su diverse bici, con interassi differenti, sia con ruote da 27,5 che da 29, insomma un test svolto ne migliore dei modi, che ci ha permesso di comprendere come l’ammo risponde alle diverse sollecitazioni. Perché le esigenze di una moderna bici da enduro sono differenti da quelle di una leggera trail bike, la 29 funziona diversamente dalla 27,5 e quindi il giudizio che ne esce, seppur personale, ha una maggiore oggettività data dalle diverse situazioni di utilizzo.

Partiamo dalle sensazioni in discesa. Generalmente io lavoro con un ammo abbastanza sostenuto, con un sag che si attesta attorno al 25%. Il Topaz è risultato un ottimo ammortizzatore, sensibile nella parte iniziale capace di assorbire bene gli urti di piccola entità. Non ho mai avvertito sulle gambe le asperità di nessun tipo, sia le cunette presenti nelle staccate più intense, i rock garden o i singoli gradoni. L’ammo ha sempre assorbito egregiamente tutto quello che passava sotto le ruote. La risposta in uscita di curva è risultata rapida. Una sensazione di fluidità che ha reso le bici con cui l’ho utilizzato docili e i percorsi anche accidentati più ‘lisci. Al primo tratto morbido fa seguito una progressività ottima, che porta l’ammo ha lavorare sempre nella parte centrale della sua escursione anche in tratti veloci con ostacoli di dimensioni importanti nell’ingresso in curva quando è necessario pompare la bici. Questa caratteristica non riuce però la sensazioni di grande lavoro. Sulle bici con minor escursione la sensazioni è stata di maggior escursione soprattutto nei grandi buchi. Non è facile andare a fine corsa se non nell’atterraggio da drop o nelle compressioni prese ad alta velocità.

Tutto perfetto? La risposta è negativa. Se in discesa il Topaz è un super ammo, le regolazioni del freno idraulico pensate per la salita potrebbero essere migliorate. Sono tre le posizioni presenti, aperto chiuso e una posizione intermedia. Quest’ultima non genera nessun cambiamento nell’assetto dell’ammortizzatore, mentre la posizione chiusa lavora solo sulla compressione e non sul ritorno, con il risultato di avere un ammortizzatore un po’ più duro che bobba parecchio. E’ una situazione a cui si può ovviare chiudendo completamente il ritorno, in questo modo la situazione migliora ed è possibile così pedalare meglio, ma siamo distanti dalla sensazioni di sostegno di altri ammortizzatori

Conclusione

Un ottimo prodotto pensato per dare il massimo in discesa, dove la sensibilità i e il lavoro preciso rendono la bici più stabile e sicura con alcune lacune nel pedalato.

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