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LA THUILE ASSEGNA LE MAGLIE TRICOLORE DELL’ENDURO

Pesenti e Rossin sono i nuovi campioni italiani

LA LOCALITA’

La Thuile vista dalla PS 2

Il campionato italiano è un evento che spesso fa storia a sé, una gara secca che mette a dura prova la tenuta psicofisica degli atleti. Già dal venerdì la carovana dell’enduro si è mossa da ogni parte d’Italia per darsi appuntamento nella località valdostana. Nella piazzetta i discorsi ruotavano attorno alla PS; la polvere, i ripidi e quella fama di luogo estremo che fa de La Thuile una meta temuta. Correre al cospetto dei ghiacciai, come accade in questa piccola bomboniera, è una vera sfida, domare i trail una competizione con sé stessi prima ancora che con il cronometro, un’esperienza che ogni atleta dovrebbe provare almeno una volta.

IL TRACCIATO

Alcune settimane prima dell’evento contattai Enrico Martello, per sapere come avrebbe impostato le P.S. del campionato italiano, la sua risposta laconica non lasciava dubbi; un tracciato impegnativo, per far sì che il vincitore possa essere l’atleta più completo. L’organizzatore valdostano è stato di parola, 4 prove che hanno unito alcuni trail storici e vere novità, creando un mix di terreni e difficoltà all’altezza dell’evento.

la partenza di PS 1, degna di una Rampage

P.S. 1 Touriasse

La partenza vale da sola l’intera gara. Uno scoglio isolato, degno della migliore Rampage. Poi un mix di sentieri di montagna, prati e rock garden in grado di mettere in difficoltà il fisico e i mezzi meccanici. Un inizio veramente intenso

P.S.2 Bellface

Si sale verso nord, dal centro del paese è spettacolare vedere le fettucce mosse dal vento a strapiombo sulle rocce. Una P.S. ripida molto tecnica non adatta a chi soffre di vertigini. Muri che parevano risucchiarti a valle curve a gomito, sassi e polvere hanno reso questa P.S. la più temuta dal gruppo

P.S.3 K Trail

Si torna sui sentieri storici di La Thuile, la K è una classica, che è stata rivisitata per l’evento. Un trail infinito, con single track in costa, allunghi dove scatenare tutti i watt e i soliti tratti trappola, con radici e ‘gradoni’ che in altre località verrebbero classificati come salti; ma si sa, qui siamo in un altro luogo…

P.S.4 D

Il finale che porta direttamente in paese, una cavalcata lungo il bosco, tratti trialistici, tanta polvere e nel finale quella che oramai è stata ribattezzata la salita Rude, che aspetta i biker per risucchiargli le poche energie rimaste

LA GARA

‘Cello’ Pesenti ha letteralmente dominato la gara maschile

Con una P.S. 1 imperiale Marcello Pesenti ( Cello) ipoteca subito il tricolore; con 14’’ rifilati al secondo e 18’’ al terzo fa capire subito chi sarà l’uomo da battere oggi. Con una seconda P.S. di conserva e la vittoria nelle altre due prove l’atleta del team Marchisio bici, mette il sigillo ad una prestazione maiuscola. Alle sue spalle la lotta per il secondo e terzo posto se la giocano Mirco Vendemmia e Tommaso Francando, le due giovani promesse dell’enduro nazionale si inseguono durante tutta la gara, con l’atleta del team Giant VG squadra corse che alla fine avrà la meglio per poco più di 2’’sul rider del CMC Cycling. Chiudono la top five Marco Milivinti, Tub racing asd, e Erwin Ronzon, anch’esso del team CMC Cycling experience.

Laura Rossin nella sua cavalcata solitaria verso il tricolore

A livello femminile dominio assoluto di Laura Rossin, che non lascia spazio alle avversarie infliggendo loro un distacco notevole. Gara che parte in salita per la campionessa uscite Jessica Bormolini, signor lupo asd,che a causa di una ruota che non ne voleva saperne di gonfiarsi rischia di finire la gara ancora prima di iniziarla, riuscendo comunque a terminare al secondo posto. e terza Tormena Gaja dei lupi della vale d’aosta.  Prova sfortunata per Olesia Ronzon in lotta per il podio fino al inizio di ps 4 quando la rottura del manubrio la mette fuori dai giochi.

Nella categoria Juniores vittoria schiacciante di Simone Pellissero, Ancillotti Factory Team, capace di un risultato che gli sarebbe valsa la sesta posizione nella classifica assoluta, alle sue spalle Martino Lani, Team Fristad Mondraker, e Garella Andrea, anch’esso del team Ancillotti.

Un campionato Italiano che come volevano gli organizzatori ha incoronati i due atleti più forti, quelli che anche durante l’intera stagione hanno saputo interpretare al meglio ogni tracciato.

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