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Editoriali

IL Cicloalpinismo, istruzioni per l’uso, Part. I

I

Per molti di noi si avvicinano le vacanze estive, sovente questo periodo è anche quello che ci porta ad avventurarci per i monti con la nostra MTB, complice la maggiore disponibilità di tempo, la voglia di stare in sella aumenta, son molte le persone che mi hanno contatto per chiedermi alcuni consigli su quale fosse il mezzo ideale per fare cicloalpinismo, ecco allora l’idea di mettere per iscritto alcuni spunti che mi auguro aiutino a districarsi in questo ambiente particolare. Saranno 3 gli approfondimenti su questo tema, si parte con un’analisi dei mezzi, poi si passerà alla componentistica per finire con gli aspetti tecnologici che ci aiutano a scegliere gli itinerari

i giri di montagna regalano grandi emozioni, a patto di avvicinarsi a questo mondo ocn attenzione

QUALE BICI UTILIZZARE?

Una semplice domanda dalla risposta complicata. Infatti, non esiste un mezzo migliore per questo tipo di attività ma c’è quello che più si adatta alle caratteristiche e alle esigenze del biker. Quindi prima di addentrarci in pericolosi consigli facciamo un esercizio mentale e cerchiamo di creare alcuni profili di cicloalpinisti.

GRADO DI ALLENAMENTO

È da qui che bisogna partire, perché prima di tutto è necessario guardare dentro sé stessi e valutare quanto siamo allenati e cosa possiamo chiedere al nostro corpo. È chiaro che un fisico ben allenato può decidere cosa fare e con quale bici con maggiore tranquillità, ma se non siete biker che escono con continuità tutto l’anno, che non fanno almeno 3 uscite alla settimana e abitualmente fanno dislivelli superiori ai 500mt allora la scelta del mezzo ha grande importanza. Non si tratta di prendere decisioni al ribasso, ma è chiaro che una bici leggera, una all mountain da 27.5 potrà essere adatta alle vostre esigenze più di un’endurona o di una 29 che poi in salita chi la trascina su! Questo perché solitamente nelle uscite di cicloalpinismo i dislivelli diventano importanti, non sono rari giri con più di 1000 mt di dislivello, i più arditi superano i 2000,ma li è un altro discorso. I tempi di risalita spesso sono molto lenti e quindi lunghi e il portage non è occasionale.

quando ci si cimenta in uscite di cicloalpinismo è bene mettere in conto di affrontare difficoltà atipiche

Tutto questo per arrivare a dire che con un allenamento non ottimale ogni grammo in più potrebbe farsi sentire, quindi dirigersi verso una bici da all mountain sarà una scelta indicata.  Questi mezzi hanno un’ottima pedalabialità e in discesa si comportano egregiamente, non facendo rimpiangere le moderne enduro. È chiaro che si potrà osare un po’ meno e che, tempi ala mano, si sarà meno performanti, ma è pur vero che il cicloalpinismo spesso è un viaggio interiore più che una competizione; inoltre se non si ha una forma fisica ottimale è probabile che anche la guida non sia super performante, per cui discese troppo difficili o esposte o mai affrontate da altri sarebbero d evitare.

LIVELLO TECNICO

Arriviamo al secondo pilastro: come guido in discesa? Cosa mi piace fare e soprattutto cosa so fare? Abbiamo chiuso il paragrafo precedente accennando all’aspetto tecnico, spesso chi è privo di un allenamento ottimale ha anche una guida meno fluida e tecnicamente è ad un livello medio, ma è pur vero che ci possono essere biker che non amano cuocersi in salita ma con una guida sopraffina. In questo secondo caso la scelta è difficoltosa, soffrire di più in salita ma godere appieno nelle gioie dei rock garden e dei ripidoni, oppure arrivare in vetta con quel po’ di lucidità che permette di comprendere dove ci si trova, ma dover prestare più attenzione in discesa? Personalmente consiglierei la seconda opzione, scendere da stanchi comporterebbe dei rischi che in quota è meglio evitare, inoltre chi possiede ottime capacità tecniche saprà sopperire ai limiti del mezzo (bisogna ammettere che le moderne Mtb hanno un limite talmente elevato che in pochi riescono a trovarlo).

le difficoltà tecnica che si possono trovare sono molteplici

Per chi invece non ha grandi doti tecniche il ragionamento da fare è il seguente; ho due gambe a propulsione nucleare e consumo i copertoni posteriori nei rilanci fuori dalle curve in salita, ma appena la strada va a gravità negativa perdo i sensi in preda a crisi da vertigine? In questo caso allora una bella endurona non te la toglie nessuno, il peso superiore verrà mitigato dai watt e in discesa il mezzo saprà utilizzare tutte le tecniche del training autogeno per tranquillizzare il rider e riportarlo sano e salvo alla base. Se invece la qualità tecniche non eccelse sono legate alla forma fisica non al massimo allora vi rimando al paragrafo precedente.

QUALI SONO I MIEI GIRI PREFERITI

Questo è terreno delicato, poiché se parliamo di escursioni in alta montagna è difficile delineare un terreno che sia uniforme, poiché il cicloalpinismo è per antonomasia una disciplina che fa della scoperta e dell’incognita il suo punto di forza, quindi è complesso individuare delle categorie chiare come si può fare per i classici giri in MTB.

Quindi proviamo a riformulare la domanda: mi avventuro in luoghi sconosciuti e non disdegno prime assolute in discesa, oppure scelgo gli itinerari leggendo 365 o informandomi con amici? Nel primo caso è chiaro che ci vogliono mezzi dalle doti eccelse in discesa, ma è anche vero che per immaginare giri al buio dove non si sa nemmeno se le discese siano fattibili, bisogna essere un po’ tarati mentalmente ma soprattutto allenati e consci delle proprie capacità tecniche e mentali. Se invece si cercano i propri itinerari avvalendosi di quello che scriviamo su 365, oppure contattando guide locali allora la scelta del mezzo dipende dalle due categorie sopracitate.

Alla fine di questo articolo probabilmente avete le idee più confuse di prima, proverò comunque a fare un breve riassunto per cercare di chiarire i temi:

Biker, se il tuo grado di allenamento non è ottimale, non fai almeno 3 uscite settimanali con dislivelli interessanti e hai una capacità tecnica medio bassa allora è bene scegliere nel mondo delle All mountain, meglio se 27.5, bici più leggere, che si fanno portare in salita con più facilità ma che hanno doti discesistiche interessanti, cercando di evitare percorsi troppo estremi.

Hai un fisico bestiale ma litighi con la bici appena la strada si mette alla discesa? Allora nessuno deve toglierti una bella endurona, meglio ancora se 29.

Hai le capacità tecniche di Sam Hill ma il fisico del ragioniere? Qui la scelta è più difficoltosa, ma fossi in te prediligerei un mezzo più leggero, tanto in discesa ci saprai mettere del tuo

Alla fine ad alcuni di voi la domanda sarà sorta spontanea: ma tu che bici usi? Qual è la tua bici preferita per le cicloalpinistiche che racconti? Ho la fortuna di poter provare diverse bici durante l’anno e a volte di scegliere la bici in funzione dell’itinerario che decido di fare, quindi da questo punto di vista son sicuramente un privilegiato. Devo dire che le moderne bici da all mountain mi hanno sorpreso positivamente, ho affrontato discese complesse con mezzi che non pensavo protessero essere così performanti.

Per i percorsi che affronto bici da enduro risulta essere la scelta milgiore

Ma in generale la mia bici preferita resta quella da enduro, i motivi sono essenzialmente quelli descritti sopra, mi danno più sicurezza la discesa e soprattutto quando scendo da posti sconosciuti ho un range di sicurezza maggiore, si pedalano bene e il peso in più riesco a sopportarlo. Inoltre, avendo ancora quella malattia chiamata agonismo, preferisco utilizzare il mezzo ‘da gara’ il più possibile, vedendo queste escursioni anche come un ottimo allenamento, scendere alla cieca su discese mai viste dove a volte i passaggi obbligati li devi inventare al momento e non sempre sai cosa troverai dietro quella curva è un allenamento utile a chiunque voglia fare enduro. Finisce così la prima parte di questo manuale d’istruzione per giovani avventurieri, la prossima volta parleremo in modo più approfondito degli aspetti tecnici, dalle coperture migliori ai capi d’abbigliamento indispensabili fino al kit di sopravvivenza.

E’ tempo di salire, Alta Formazza, città di Busto

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