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Cosa fare prima dello start

3…2…1…go!

Come gestire l’ansia da prestazione, quali metodi per raggiungere una giusta concentrazione, come riscaldarsi. I dettagli che possono aiutare a migliorare il risultato di una competizione sono molti, la preparazione fisica, quella tecnica, un giusto avvicinamento alla gara, ma se la testa ci abbandona prima dello start siamo fregati.

la quiete prima della tempesta…ognuno al proprio modo di concentrarsi prima della partenza

Allora proviamo a fare un discorso ampio, partendo con il dire che il tutto è molto soggettivo, chi esorcizza il via ridendo e scherzando, chi attende calmo, chi fa training autogeno, chi si carica a molla, ogni persona deve trovare il suo equilibrio dal punto di vista mentale. Parlare di riscaldamento in una gara di enduro sembra strano, ma per un’atleta di alto livello questo aspetto è molto importante. Quindi incominciamo da qui il nostro viaggio nel giorno di gara.

Nella Dh il riscaldamento gioco un ruolo fondamentale

Il riscaldamento è fondamentale nel xc dove si parte a tutta da subito, quindi bisogna salire progressivamente con le pulsazioni inserendo anche dei momenti in soglia per preparare al meglio il nostro motore, se parliamo di DH questo aspetto lo è ancora di più, la gara dura pochi minuti, quindi bisogna arrivare al cancelletto carichi, avendo svolto lavori in soglia e brevi scatti a tutta, il nostro corpo deve aver già raggiunto il suo stato di equilibrio per poter dare tutto senza problemi. Ma cosa fare con una gara di enduro?

Perché riscaldarsi quando ci sono trasferimenti così lunghi? Perché durante il primo trasferimento solitamente si sale tranquilli, senza spingere, quindi è importante portare il cuore a livelli di soglia prima, per preparare il corpo agli sforzi che dovrà sostenere durante la prima speciale, quindi un po’ di agilità e qualche sparata potranno essere utili a vascolarizzare i muscoli e a rendere più efficiente l’apparato respiratorio. Questo prima dell’inizio della gara, mentre nei momenti che precedono la partenza sarà bene lavorare sulla mobilità articolare e con balzi e lavori per le braccia proseguire il lavoro di preparazione allo start. Naturalmente questo vale per la prima speciale, in quelle successive sarà utile lavorare con lo stretching per scongiurare crampi e cercare di equilibrare bene le forze. Questo a grandi linee possono essere degli spunti su cui lavorare, riassumendo si può dire che prima della gara si spara per accendere il motore, durante si cerca di gestire le energie mantenendo il corpo in ottime condizioni.

Ma torniamo al tema iniziale, la mente, come gestirla in una gara? L’aspetto psicologico è un fattore discriminante fra un successo e un fallimento, quindi curarla è strategico. Allora come fare: di seguito cercherò di dare alcune idee su cui ogni persona potrà poi lavorare in modo personale.

Trovare la concentrazione è fondamentale nei minuti che precedono lo start

Mantenere il contatto con gli altri è importante per allontanare la paranoia, ridere scherzare e cazzeggiare è un ottimo rimedio per esorcizzare la tensione quando mancherà molto tempo alla partenza, mentre all’avvicinarsi dello start è utile raccogliere le idee e focalizzare l’attenzione sull’obbiettivo. Nelle disciplini gravity si deve ripassare il tracciato, nella dh questo è più semplice, nell’enduro più complesso, ma focalizzare l’attenzione sui passaggi strategici della PS è un esercizio che aiuta a scendere con più sicurezza. C’è chi utilizza metodi di meditazione per trovare la concentrazione, chi usa il training autogeno per motivarsi e raggiungere lo stato di equilibrio voluto. Ricordo nello sci Herman Mayer con gli occhi iniettati di odio al cancelletto di partenza, oppure Kjus che sembrava partire per una scampagnata, due attitudini differenti, uno stesso risultato, vincere! Quindi non esiste un solo metodo, ma deve essercene uno.

Io consiglio l’utilizzo del training autogeno, utile a trovare concentrazione e a portare il nostro corpo nello stato che vogliamo, è importante allenarsi con delle frasi precise che ci aiutino a trovare il nostro equilibrio, allenarsi significa provare a casa, lontano dalle gare, per poi utilizzare lo schema nei minuti che precedono la competizione e permettere al corpo di raggiungere lo stato di concentrazione voluto.

Ma cos’è il Training autogeno? Viene definito come un metodo di distensione che ha come finalità quello di ottenere la calma interiore, può essere definito come una sorta di yoga occidentale, dove si ricerca all’interno del proprio corpo l’energia per affrontare la meglio gli stress quotidiani. Dedicheremo più avanti un capitolo intero a questo tema, per ora resta uno spunto da cui partire.

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