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Pompa! Salta! Pedala!

Pump track e BMX nella preparazione di un biker.

Quando parliamo di preparazione dobbiamo sempre ricordarci che è un lavoro integrato, fatto di molti tasselli che una volta uniti fra loro creano un buon risultato. Pensiamo ai mezzi di allenamento come ad un orchestra, se noi prendiamo uno strumento singolarmente e lo ascoltiamo probabilmente non riusciremo ad apprezzare e capire niente, ma se lo inseriamo in un contesto ampio dove ognuno fa il suo pezzo, allora avremo le 4 stagioni di Vivaldi! Con la preparazione si fa lo stesso lavoro, si prendono un po’ di ingredienti diversi, si mixano e se tutto va bene ne esce un atleta veloce e vincente.  Tutto questo per introdurre due discipline che a primo acchito hanno poco in comune con radici e sassi, ma che sono una base importante per affinare la guida e allenare il corpo di un biker.

Ma andiamo con ordine:

BMX

 È una disciplina esplosa in Italia negli anni 80, l’interesse attorno a lei è poi calato ed ora pur essendo disciplina olimpica le strutture dove allenarsi sul territorio nazionale sono poche

Ma a cosa serve a chi va in MTB?

Provate a immaginare il flou e i salti e poi guardate un video di BMX e pensate poi come la fluidità d’azione e la capacità di stare in aria e soprattutto di atterrare, potrebbero tornarvi utili anche in MTB. Con la BMX è possibile isolare tre componenti che servono al bike e allenarle al meglio. Esplosività nella pedalata, reattività e capacità di saltare. Qui vengono espresse al loro massimo e quindi allenarle con la BMX sarebbe una cosa molto utile. Lo scatto fuori da una curva, la capacità di copiare un salto e atterrare senza assomigliare ad un sacco di patate sono peculiarità che si migliorano in questi circuiti. Non è un caso se la scuola francese ha nella bmx uno strumento di allenamento fondamentale

Si bene questo vale per la BMX, e la pump track a cosa serve?

A pompare, ad utilizzare ogni minimo avvallamento per rilanciare la bici senza pedalare, ad imparare ad utilizzare gli ostacoli per accelerare e non come elemento che frena l’inerzia della bici. Il flou si allena soprattutto qui, girando come criceti impazziti. Questo a livello tecnico, ma la pump track ha anche una componente fisica da tenere in considerazione. Per riuscire a mantenere la velocità è necessario lavorare con gambe e braccia, quindi in una pump track si fa un gran lavoro fisico, tantè che riuscire a girare per pochi minuti di fila è già una bella impresa.

Quindi ecco due ingredienti che aggiungono qualche cosa alla nostra guida, al nostro fisico e quindi alla nostra performance, sia che ci si giochi un podio sia invece che si ricerchi il massimo divertimento nella maggiore sicurezza possibile. Infatti salire in bici allenati non solo ci permette di andare più forte, ma ci aiuta a avere un miglior controllo della bici e quindi ad affrontare le discese correndo meno rischi.

Per concludere ecco un parere di Davide Finetto, istruttore di BMX, sull’importanza dell’uso di questa bici:

Nella BMX, vista la durata di circa 30/40 secondi per ogni gara, serve molta forza esplosiva e un minimo di forza resistente. Il tutto abbinato ad una tecnica sopraffina che ne fanno uno sport veramente completo. Chi arriva dal BMX può affrontare senza problemi qualsiasi tipo di disciplina gravity (4x, enduro o dh), facendo poi affidamento a un bagaglio tecnico superiore rispetto ad atleti che nascono direttamente su bici da Enduro/DH. D’altronde è più facile allenare le componenti di resistenza e forza piuttosto che quelle tecniche, infatti certi meccanismi o vengono acquisiti fin da piccoli altrimenti è difficile impararli in età evoluta.

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