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Test Bike

Test Yeti SB150

yeti sb150 modesti
Rider: Dimitri Modesti

Finalmente tra le nostre mani, per un test approfondito, il nuovo “mostro” da enduro di casa Yeti con cui Richie Rude, vincendo tutte le prove speciali di una gara Enduro World Series, ha stabilito un nuovo primato lo scorso Ottobre a Finale Ligure.

La nuova endurona del Colorado non è semplicemente una versione con ruote più grandi della consolidata SB6 da 27,5”. La SB150 nasce bensì da un nuovo progetto che riprende tutti i concetti caratterizzanti le full di casa Yeti e li reinterpreta in chiave moderna migliorandone alcuni dettagli, ove possibile migliorare una mtb da sogno, e modificando sensibilmente le geometrie. Ricordiamo che, in ambito gravity, il carbonio viene utilizzato per le possibilità progettuali che offre e per la differente risposta dinamica rispetto ai telai in metallo più che per la questione peso. Il telaio interamente in carbonio della nuova SB 150 è lo stato dell’arte della lavorazione della fibra ed è stato sviluppato da Yeti secondo gli standard downhill per sopportare le sollecitazioni più gravose. Nel cuore della cinematica ammortizzante resta invariato il sistema Switch Infinity che gestisce con il suo pivot flottante i 150mm di escursione posteriore in collaborazione con l’ammortizzatore Fox X2, ora metrico. All’anteriore l’escursione è stata aumentata a 170mm. Un importante lavoro progettuale ha coinvolto la zona centrale del telaio, sia per quanto riguarda il triangolo principale sia per il carro. Il movimento centrale, che sulla SB6 era collocato esattamente sotto allo Switch Infinity, grazie ad un rivoluzionato posizionamento dei pivot sul carro ora è decisamente più arretrato. Un’altra innovazione riguarda l’ancoraggio dell’ammortizzatore al link del pivot superiore, ora non più diretto ma collegato ad un Wishbone shock extension che, oltre a facilitare le operazioni di manutenzione, ha permesso di trovare spazio per la borraccia. La particolare conformazione a “gobba rovesciata” del tubo obliquo e appunto, il posizionamento in alto dell’ammortizzatore, sono stati studiati per collocare il porta borraccia in posizione tradizionale, superando un difetto della SB6. Il passaggio cavi integrato è stato ulteriormente migliorato con entrate ed uscite perfettamente raccordate e guide interne che facilitano le operazioni di montaggio.

Yeti SB150
Prezzo N.D.
http://dsb-bonandrini.com/
(allestimento personalizzato DSB su frame kit Turq series)

VERSIONI E COMPONENTI

La SB150 viene proposta in due diverse versioni di carbonio, il Turq Series e il C Series. Il T series è più rigido, leggero (- 250gr) e costoso, anche per la particolare lavorazione senza residui nella parte interna delle tubazioni. Il più economico C Series viene proposto in due allestimenti, GX (€ 5.799) e GX Comp (€ 6.599), entrambi con sospensioni Fox Performance e gruppo Sram GX Eagle, il primo con ruote DT Swiss M1900 e freni Sram Guide R, il secondo con ruote Dt Swiss M1700, freni Shimano XT e guarnitura Sram X1 in carbonio. Il distributore italiano DSB propone inoltre una variante dell’allestimento GX base con telaio “C” ma equipaggiato con sospensioni Fox Factory al prezzo di 6.399 euro. Il telaio Turq Series viene venduto in tre allestimenti oltre al frame kit (€ 4.399) con ammortizzatore Fox X2 Factory. Gli allestimenti X01 Turq (€ 8.299) e X01 Turq Race (€ 8.999) equipaggiano sospensioni Fox Factory, guarnitura Sram X01 in carbonio, manubrio Yeti Carbon e si differenziano per i freni (Shimano XT 4 pistoni il primo, Sram Code RSC il secondo), le ruote (DT Swiss M1700 il primo, XM1501 Spline One il secondo) e cassetta pignoni/ attacco manubrio più leggeri e raffinati per il secondo. Infine, il top di gamma XX1 Turq (€ 9.999) equipaggia il top di Fox per sospensioni e dropper, di Sram per trasmissione e freni, Dt Swiss per le ruote e Race Face ed Ergon per il resto della componentistica. Con un sovrapprezzo che va da 1000 a 1300 euro a seconda delle versioni, sulle Turq Series si possono avere le ruote in carbonio opzionali.

stemma yeti
PASSAGGIO CAVI INTEGRATO – La cura maniacale dei dettagli si nota anche nel passaggio cavi, progettato e realizzato magnificamente con guide interni

GEOMETRIA

Le geometrie della SB 150 sono state sviluppate per performare al massimo nelle gare di enduro. Rispetto alla SB6, la nuova SB150 accorcia il carro di 9mm che si attesta ora a soli 433mm, una quota piuttosto interessante per una 29”. La zona centrale del telaio, completamente riprogettata, ha permesso di arretrare considerevolmente il movimento centrale, ottenendo contemporaneamente un carro più corto e un angolo sella più verticale (76,9° nella taglia L provata). L’angolo sterzo è più “aperto” di un grado… con i suoi 64,5° è tra i più slack della categoria. I reach della taglia L in test di 480mm rende l’idea della lunghezza anteriore (815mm il front-center) di questa belva da enduro che, nonostante il carro contenuto, presenta una lunghezza interasse impressionante (1248mm). Il manubrio Race Face Turbine R di questo allestimento è risultato eccessivamente largo (800mm) per i nostri tester… poco male, in caso di acquisto, tagliarlo ad una misura più consona risulta un’operazione semplice.

Taglie SM, MD, LG (in test), XL
Angolo sterzo 64.5°
Tubo verticale CF 450mm
Tubo di sterzo 108mm
Carro posteriore 433mm
Interasse 1248mm
Altezza movimento centrale 348mm
Reach 480mm
Stack 625mm

telaio yeti sb150

WISHBONE SHOCK EXTENSION – L’ammortizzatore non è direttamente collegato alla biella ma si raccorda con questa estensione che, tra l’altro, facilita le operazioni di smontaggio.


IL RESPONSO DEL TEST

Il reach e l’interasse lunghissimi farebbero pensare ad una posizione in sella molto distesa ma, complice il tubo sella quasi verticale, l’attacco manubrio corto (32mm) e gli spacer sotto l’attacco che alzano il manubrio (1075mm da terra) e lo avvicinano al pilota, abbiamo trovato la stessa identica posizione (distanza sella/manubrio) che abbiamo settato sulla nostra Yeti SB6 in taglia M. Grazie allo Switch Infinity l’efficienza dell’anti-squat in pedalata rimane eccellente, in particolare nei tratti ripidi e scassati dove si riesce a mantenere una pedalata sempre efficiente e rotonda, anche da seduti, senza inibire minimamente il lavoro della sospensione. In questo modo, le perdite di trazione diventano eventi più rari che con qualsiasi altro sistema da noi provato. Nei rilanci in piedi sui pedali (modalità race) gode di un ottimo sostegno ed è scattante e performante come poche mentre nelle lunghe pedalate su asfalto tipo trasferimenti, complice la posizione molto avanzata, l’abbiamo trovata un pò stancante. Abbiamo notato che, rispetto alla SB6, la sospensione posteriore è leggermente più progressiva e conferisce un maggior sostegno a metà corsa senza perdere la proverbiale sensibilità. Questa Sb150 ci ha impressionati per velocità e stabilità in discesa sugli scassati più tecnici nonostante le aspettative fossero ovviamente alte. La facilità con cui si mangia ogni tipo di ostacolo permette di scegliere le traiettorie più redditizie senza per questo scomporsi o perdere aderenza. Il gran lavoro della sospensione posteriore, molto sensibile ai piccoli urti in tutte le fasi di compressione, mantiene la ruota incollata al terreno anche nelle frenate al limite su fondi sconnessi. Come la sorella minore SB6, ama essere guidata con il busto ben caricato sul manubrio e da il meglio nelle discese più ripide, anche se strette e tecniche.

PORTA BORRACCIA –
La posizione alta dell’ammortizzatore
e la conformazione del tubo obliquo
consentono l’alloggiamento del porta
borraccia in posizione tradizionale

Quando le pendenze sono elevate ci ha sorpreso per la facilità con cui gira nei tornanti più stretti a patto di caricare per bene l’anteriore… in questi frangenti non sembra davvero di avere sotto il culo una 29 pollici con escursione esagerata e interasse da autobus. Nei tratti filanti e poco ripidi, pur essendo estremamente veloce, è risultata un pò macchinosa nei cambi di direzione. Rispetto al vecchio modello con ruote da 27.5 la SB150 è senza dubbio meno fisica e più intuitiva… Il carro corto la rende giocosa, facile capire e da hollare sin dai primi metri di trail. Meritano una menzione speciale le sospensioni Fox che lavorano egregiamente in sintonia con il telaio e forniscono un ottimo bilanciamento antero/posteriore rendendo, tra l’altro, incredibilmente agevoli gli atterraggi dai salti. Concludendo, questa nuova SB150 è un mostro da competizione talmente veloce che farà migliorare le prestazioni a molti enduristi racer e divertire i biker più tecnici e potenti anche nei bike park. Pur essendo una mtb da competizione, rispetto alla vecchia SB6 è migliorata in quanto a intuitività e facilità di utilizzo ma, per i giri in montagna con gli amici opteremmo senza dubbio per la meno estrema SB130. Il nostro tester d’eccezione, pluri-campione italiano enduro di categoria, con la SB150 ha battuto al primo tentativo il kom su uno dei suoi sentieri di casa… serve aggiungere altro?!

DETTAGLI

Peso (senza pedali) 13,850 kg
Ammortizzatore FOX Float X2 Factory 230×60
Forcella FOX FACTORY 36 170MM 29” GRIP2
Serie sterzo CANE CREEK Forty 40/52
Cambio posteriore SRAM X01 Eagle 12v
Comandi SRAM Trigger GX Eagle
Guarnitura SRAM GX Eagle 175mm 30T
Cassetta SRAM XG 1275 12-Speed
Freni SRAM Guide R 200/180mm
Cerchi DT SWISS XM 481 canale int. 30mm, 28H
Mozzi DT SWISS 350 Boost
Raggi DT SWISS
Gomme MAXXIS Minion DHF 29X2.5/Aggressor 29×2.3
Attacco RACEFACE Turbine R35 lungh. 32mm
Manubrio RACEFACE Turbine R35 800mm, rise 35mm
Reggisella ROCK SHOX Reverb Stealth 150mm
Sella ERGON SMA3 Yeti Custom
Colore Turquoise


Verdetto

UNA BIKE DA SOGNO
Con la SB150, Yeti ha fatto nascere un’altra dream bike che alzerà l’asticella per tutti i competitors. Questa enduro race con ruote da 29” e geometrie estreme è una vera e propria arma da competizione che offre prestazioni elevatissime e da il meglio sui trails ripidi e sconnessi. Un capolavoro estetico e telaistico, coadiuvato da eccellenti sospensioni, che regala forti emozioni quando solca i sentieri o semplicemente quando si lascia ammirare. Apritevi… o portafogli capienti!

+
• Stabile e tremendamente veloce su ripidi e scassati
• Sorprendentemente maneggevole nonostante le geometrie estreme e le ruote da 29”
• Ottime performance in pedalata sul tecnico
• Grip e trazione eccellenti in ogni situazione
• Come tutte le fuoriserie richiede un portafoglio extra large
• La protezione del tubo obliquo, forse per motivi estetici non avvolge completamente le zone esposte ai detriti sollevati dalla ruota anteriore
• A differenza di qualche concorrente, non c’è abbastanza spazio al posteriore per montare pneumatici da 2.6”

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