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#Fincato23: La Manutenzione dei Cuscinetti

Luca Poltronieri

La volta precedente abbiamo parlato di trasmissione, oggi parliamo di “cuscinetti”.
I cuscinetti sono nei luoghi chiave della bicicletta: allo sterzo. Nel movimento centrale, nei mozzi e nei link delle bici bi ammortizzate.
Impariamo a capire se e dove è necessario intervenire.

Per capire se i cuscinetti dello sterzo sono da registrare, dobbiamo pinzare il freno anteriore, poi mettiamo pollice e indice sulla calotta alta dello sterzo e, facendo oscillare la bicicletta avanti e indietro, verifichiamo se lo sterzo ha preso gioco e se è necessario intervenire, con la regolazione dello sterzo o con la sua pulizia o con la sua sostituzione.
Ora passiamo alle pedivelle, anche queste operando con un leggero movimento, come se stessimo spingendo sui pedali, andiamo a percepire se c’è bisogno anche qui di intervenire con una pulizia o con una sostituzione.
Per esaminare il mozzo della ruota anteriore prendiamo la parte superiore del copertone nel palmo della mano e facendo oscillare la ruota sentiamo se c’è gioco. La stessa cosa vale anche per il mozzo posteriore. Un altro esame lo facciamo ascoltando il rumore del rotolamento di entrambe le ruote per percepire se ci sono fruscii o cigolii sospetti. Ovviamente la ruota posteriore va fatta ruotare in avanti trascinando catena e tutto quanto il gioco della cassetta pignone.
Per quanto riguarda il link delle sospensionisi prende il carro e lo si fa flettere a destra e sinistra per individuare se ci sono dei giochi su cui intervenire.

 

Per intervenire sul “gioco” dello sterzo e ridurre l’oscillazione: allentiamo le due viti dell’attacco manubrio e interveniamo con una brugola sulla vite in testa sul tappo che serve per ammassare tutto il reparto. Stringiamo sino a quando sentiamo di aver ridotto il “gioco”. A questo punto si batte a terra la ruota anteriore e risentiamo se i cuscinetti sono andati in sezione. Quindi, dopo aver centrato la ruota con il calibro ottico, torniamo a serrare le viti. Una raccomandazione: la prima parte possiamo farla a mano con una brugola normale, mentre il serraggio finale è importante farlo con una chiave dinamometrica regolata a 5 / 6 N.m. In ogni caso, per chi non avesse questo strumento, il suggerimento è di non stringere troppo. L’intervento sul movimento centrale e sui mozzi è bene farlo fare in officina.

La chiave dinamometrica (o torsiometrica) è una chiave di manovra a serraggio controllato usata per il serraggio di viti, dadini e bulloni al giusto valore di coppia. Somiglia al cricchetto e si usa con bussole, ma contiene un meccanismo in grado di segnalare il raggiungimento del valore di coppia impostato, grazie a uno scatto oppure a una lancetta che indica il valore istantaneo di serraggio su una scala graduata. Le unità di misura sono numerose, di solito newton per metro (N·m) nel sistema metrico, libbre forza per piede (lbf·ft) nel sistema imperiale.

È stata inventata da Conrad Bahr nel 1918 mentre lavorava per il New York City Water Department, ed è stata progettata per evitare un eccessivo serraggio dei bulloni della rete idrica e dei tubi per il passaggio del vapore sotterraneo.
La chiave dinamometrica viene impiegata quando il serraggio è importante per non danneggiare il filetto o per garantire l’omogeneità del carico in una parte meccanica tenuta in sede da più viti o bulloni. Un esempio è la testata per il motore.

Smontaggio Serie Sterzo

Per quanto riguarda lo sterzo, per chi ha le competenze per estrarre i cuscinetti, vediamo come operare la manutenzione del cuscinetto.

Prendiamo il cuscinetto in mano e con una lametta togliamo la schermatura (foto 08) da entrambe le parti per mettere a nudo le sfere. Per prima cosa spruzziamo un detergente all’interno e puliamo con un foglio di carta da cucina. Meglio sarebbe a questo punto usare una pistola ad aria compressa per togliere perfettamente eventuali residui di polvere o altro. Ultimo passaggio è la lubrificazione, non con olio ma con grasso che inseriremo all’interno. Esistono delle pistole realizzate appositamente, oppure, alla vecchia maniera, semplicemente con il proprio dito. Tolto il grasso in eccesso si reinseriscono le schermature. L’ultima operazione è quella di verificare anche l’usura laterale facendo scorrete la parte centrale e osservando se il rotolamento è omogeneo.

Per quanto riguarda gli snodi delle sospensioni, le cose diventano più complesse perché ogni azienda ha il proprio modo di inserire i cuscinetti e di proteggerli, quindi la manutenzione fai da te è abbastanza difficile e il mio consiglio è quello di andare presso un meccanico specializzato.

Per concludere posso dirvi che il primo passo per la manutenzione è quello di “ascoltare la propria bici”, nelle macchine abbiamo le spie che lampeggiano e segnalano guasti e anomalie, le bici non le hanno, quindi “ascoltatela”, la bici “vi parla” e quindi l’importante è percepire: vibrazioni, rumori e sfregamenti per poter intervenire nel più breve tempo possibile.

Storia Cuscinetti

Disegno di Leonardo da Vinci (1452-1519). Studio cuscinetto a sfere.
Già Leonardo da Vinci (1452-1519) durante i suoi studi riguardanti l’attrito intuì la possibilità di creare una sorta di primitivo cuscinetto (vedi figura), ma il primo brevetto di cuscinetto a sfera fu proposto da Philip Vaughan di Carmarthen (Galles) nel 1794. Un altro brevetto fu depositato il 3 agosto del 1869 da Jules Suriray, un meccanico di biciclette parigino, che utilizzò questi cuscinetti sulla bicicletta che vinse la prima edizione della corsa Parigi-Rouen nel novembre 1869.
Lo sviluppo degli attuali cuscinetti si dev e a Friedrich Fischer nel 1883. L’evoluzione e la produzione industriale su vasta scala si deve a Henry Timken, per quanto riguarda i cuscinetti a rulli, che fondò la Timken Company nel 1899 e a Sven Gustaf Wingqvist uno dei fondatori della SKF nel 1907 oltre che alla RIV di Villar Perosa (Roberto Incerti & c Villar Perosa) che in società con La famiglia Agnelli cominciò nel 1906 la fabbricazione di cuscinetti a sfera per biciclette. In seguito la RIV fu incorporata dalla SKF.

Luca Poltronieri
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