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Raggi X

Test EXT Storia Lok v2

finetto winter trophy enduro
Anche la prova invernale di Enduro Winter Trophy a Sarzana è stata sede di test con un ottimo 5° posto assoluto.

Abbiamo potuto provare l’ammortizzatore Extreme Racing Shox Storia Lok v2 per ben 1 anno e mezzo, sia dentro che fuori i campi gara. L’ho montato su una Cannondale Jekyll e ora possiamo finalmente descrivervi per filo e per segno le sensazioni avute con questo gioiellino ‘made in Italy’.

CARATTERISTICHE

L’ammortizzatore Storia Lok ha una storia recente nell’ambito bici ed è stato portato alla ribalta da vari piloti internazionali e in Italia da Vittorio Gambirasio, con cui ha vinto prestigiose gare tra cui il titolo Italiano Elite, e dall’Argentina Bike in ambito DH. È uno tra i più leggeri ammortizzatori a molla del panorama mondiale, in grado di stare di poco sotto i 700gr (il peso differisce naturalmente dall’interasse e dalla molla usata). Il materiale di realizzazione è CNC in lega 7075 T6 e Titanio. Nella nostra configurazione, con molla da 450lbs, siamo sui 710gr.

Le possibilità di regolazioni sono 3: basse velocità tramite una levetta (12 click), alte velocità tramite chiave da 12mm (14 click) e ritorno (8 click). Rimanendo in tema di ritorno, un piccolo problema che ho avuto è stato alla vite del ritorno, probabilmente non antiruggine: dopo una stagione al “mare” (nella nostra sede estiva) ho avuto dei problemi di fluidità del pomello e ho dovuto sostituirlo (ma la ruggine, si sa, è maledetta). Lo Storia permette di essere bloccato efficacemente tramite una levetta azionabile sopra ai registri di basse e alte velocità (2 posizioni: aperto e chiuso). Essendo un prodotto fatto su specifiche del cliente, è disponibile praticamente per ogni misura di interasse e il tempo di produzione varia dalle 2 alle 4 settimane. Perfino il fatto che usiate SPD o Flat, o il fatto del formato ruota (29” e 27,5”) implicano piccole differenze nel setting dell’ammortizzatore: su una 29”, EXT usa un setting più sostenuto per farla viaggiare più forte perché la ruota da 29” smorza di più l’impatto e sviluppa una frequenza minore rispetto a una 27,5”. Qualsiasi tipo di rider siamo, abbiamo un trattamento da pilota ufficiale e questo non succede spesso. Prezzo? 799€.

TEST SUL CAMPO

La prima impressione che si ha è di un ammo molto sostenuto, che si siede meno rispetto ad altri ammortizzatori a molla, e questo porta ad aprire inizialmente tutti i registri per cercare quella morbidezza tipica degli ammortizzatori a molla. A un indole più racing, ricorda più il comportamento di un ammortizzatore ad aria in certi frangenti però, come vedremo, sul campo dona delle performance veramente di alto livello. I primi giorni ha richiesto un periodo di rodaggio, forse anche per il fatto che tale ammortizzatore non era mai stato montato su una Jekyll (era appena stata presentata) e non era disponibile quindi uno storico da cui prendere spunto come regolazione settaggi e anche per EXT come taratura della curva. Infatti i tecnici, per sviluppare tale Storia, hanno contattato Cannondale e si sono fatti inviare la curva di compressione del sistema ammortizzante per riuscire a tararlo perfettamente. All’inizio mi sembrava strano non trovare quelle super sensazioni che un prodotto del genere dovrebbe regalare. Ecco quindi che mi sono rivolto ai tecnici di EXT, ho spiegato le mie sensazioni, ed è stato rifatto il setting velocizzando il ritorno (anche in un altro ammortizzatore è capitato che fosse fin troppo frenato nel ritorno, magari buono per un uso flat ma poco reattivo per un uso SPD). Piccola nota: è bello sapere che in EXT tengono le schede tecniche e le modifiche di ogni cliente quindi, quando giunge a loro l’ammortizzatore da controllare/ revisionare, sanno cosa è stato fatto e in che direzione andare nel caso di tuning o altro.

Questa è veramente una chicca nel creare un percorso verso la taratura ottimale, cosa che non si può avere se ogni anno cambiamocompletamente curva di compressione e marchio di ammortizzatore! Tornando al test, da quando è tornato l’ammortizzatore, le sensazioni sono cambiate e ho trovato la quadra: un ammortizzatore che dà il meglio di sé alle alte velocità e su terreni secchi, sostenuto e di sostanza, un prodotto superbo per l’agonista e per chi ha come obiettivo il limare tempo prezioso in discesa. Un fatto che tutti notano quando salgono sullo Storia è il rumore: il risucchio tipico degli EXT è dovuto proprio a un particolare moto di “risucchio”, appunto, che permette di evitare problemi come la cavitazione o l’isteresi, e a una sfera che serve per le basse e le alte velocità. In sostanza, questa sfera, si muove all’interno dell’ammortizzatore in base alla forza d’impatto (non di certo fastidioso ma è un suono a cui non siamo abituati); se il colpo è forte, viene risucchiata e va a chiudere un circuito mentre se i colpi sono ‘basse velocità’, rimane sotto e chiude un altro circuito. L’ammortizzatore non mi ha positivamente colpito nelle situazioni di bagnato e fango: risulta fin troppo sostenuto e quindi poco incline a copiare tutto perfettamente, rendendo la bici un po’ nervosa nonostante l’apertura completa dei registri. Unica soluzione è un cambio molla con una da 25lb più leggera, infatti EXT fornisce l’utente di 2 molle proprio per avere il giusto setup anche in situazioni di bagnato (e, a differenze della maggior parte degli altri marchi, riesce a fornire degli step di 25lb soltanto per una taratura veramente efficace). La resistenza al fondo corsa è eccellente e non è facile arrivarci con una taratura corretta del SAG: un ammortizzatore preciso e pungente, più ci date dentro in discesa, più lo apprezzerete. In pedalata è superbo: non ha fenomeni di bobbing ma rimane molto sostenuto anche ad idraulica aperta, mentre se chiudiamo il Lok, la bici rimane molto stabile e ferma. Grazie a queste caratteristiche dà alla nostra bici delle ottime doti di pedalabilità sui rilanci e reattività in curva. Rispetto ad altri ammortizzatori a molla, risulta più frenato in compressione, quindi da meno la sensazione di morbidezza, di cuscino nella prima parte dell’escursione e questo può non esaltare i rider più lenti, ma EXT, su nostra richiesta, può esaudire ogni cosa. Basta sapere quello che vogliamo.


CONCLUSIONI

Un prodotto artigianale che ci fa entrare in un’ottica forse più chiara e precisa del mondo degli ammortizzatori: a certi livelli non esiste un setting generico, una taratura magica, che fa migliorare tutti indistintamente ma siamo noi con le nostre sensazioni che dobbiamo capire cosa vogliamo dal nostro mezzo. Gli ammortizzatori che ci sono oggi in commercio hanno dei limiti perché escono di serie sulle bici senza sapere che tipo di rider li userà, mentre in EXT è possibile cucirsi addosso un prodotto che poi potrà essere usato per gli anni a venire grazie al supporto di uno staff esperto dove in ogni service (consigliato almeno una volta all’anno) vengono compresi anche eventuali upgrade di idraulica. Un prodotto nato per le performance, magari meno soft, più frenato di compressione, ma di sostanza.

+
• Fatto su misura per la propria bici
• Personalizzazione al 100% su proprie
specifiche
• Performance eccellenti alle alte velocità
e sul pedalato
• Approccio professionale: in ogni service
vengono comprese eventuali modifiche
di idraulica per avere sempre un
prodotto al top
• Comportamento su terreni
bagnati e fangosi (molto frenato in
compressione)
• Rumoroso (per mia opinione non
fastidioso ma il mondo è vario)
• Vite del ritorno delicata

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