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Nuova Canyon Strive 29″ con Shapeshifter 2.0

Hai mai visto realmente cosa c’è dietro un press camp? E arrivare corti a un salto davanti a Fabien Barel? Il nostro inviato Luca Sponda ci porta a Malaga per la presentazione della nuova Canyon Strive 29″. BUONA VISIONE.

Ecco finalmente la nuova versione dell’Enduro Racing dell’azienda tedesca. Siamo andati a Malaga per la presentazione ufficiale alla stampa specializzata e abbiamo avuto così l’occasione di provarla in anteprima. Molti la stavano aspettando visto che la Strive è oramai sul mercato da parecchio tempo, e Canyon non delude. Questi i tratti salienti: ruote da 29” con escursione di 150mm al posteriore (abbassabile a 135mm) e 160mm all’anteriore (170mm nei modelli CFR). ShapeShifter rivisto.

Luca Sponda Canyon Strive

Negli ultimi anni, la Strive ha dimostrato le sue qualità. Si tratta di un mezzo di grande sostanza, tanto che anche nella nostra comparativa di Febbraio 2018 era risultata tra le più veloci Enduro sul mercato. Ma forse anche per questo ottimo mezzo era tempo di rinnovarsi e, grazie al Canyon Factory Enduro, e al supporto di Fabien Barel, la nuova Strive, con shapeshifter rivisto, ruote da 29” e telaio full carbon, si ripresenta sul mercato come una delle bici da battere: una enduro veramente aggressiva, progettata per fare il miglior tempo in discesa ma anche per essere più facilmente gestibile anche dagli amatori e per un utilizzo non necessariamente racing.

Canyon strive shapeshifter

CARATTERISTICHE

Il sistema Shapeshifter di Canyon è stato spesso messo in dubbio durante i test, o meglio, ottimo sulla carta ma difficile da azionare nei momenti topici. Ora risulta rinnovato e azionabile tramite comando remoto, quindi un grosso passo in avanti! La Strive ha 150mm di escursione in modalità DH e 135mm in modalità XC, con angolo sella e sterzo che si chiudono/aprono di 1.5°. All’anteriore troviamo sempre la Fox 36 (tranne nel modello CF 6.0 dove monta una RockShox Lyric RC) con escursione 160mm nei modelli CF e 170mm nei modelli top di gamma CFR. L’offset è ridotto (44 mm Fox / 42 mm RockShox). Il risultato è un aumento di trail che porta maggiore stabilità ma che, abbinato a uno sterzo di 66°, la rendono comunque non troppo lenta nello stretto. Un mix di geometrie in cui Canyon crede molto. Il telaio è Full Carbon con un peso dichiarato di 2700gr nel modello CF e 2400gr nel modello CFR – taglia M). I cavi sono interni.

canyon strive 29
Il modello top di gamma
Strive CFR 9.0 Ltd

MONTAGGI E GEOMETRIE

La strive è disponibile in 4 taglie, dalla S alla XL, con sei modelli. Prezzo di partenza da 2.999€ (Strive CF 5.0) fino ad arrivare alla top di gamma da 6999€ (Strive CFR 9.0 Ltd). Le taglie riflettono all’incirca gli standard sul mercato con 470mm di reach in taglia L e 455mm di tubo verticale.

geometrie canyon strive

SHAPESHIFTER 2.0

Creare una bici ottima sul pedalato e ottima in discesa è l’obiettivo di tutti i produttori di bici dallo spirito allmountain/ enduro. Questo richiede un mix di compromessi nelle geometrie, nei montaggi e uno schema ammortizzante ben studiato. Canyon, come Cannondale, ha cercato di fare tutto questo ma con l’aggiunta di un’escursione dinamica al posteriore, vale a dire la possibilità di modificare, in questo caso tramite un comodo comando remoto, il travel al posteriore da 150mm a 135mm. Nello speciale comando remoto dello ShapeShifter troviamo integrato anche il comando del reggisella telescopico. Ma lo Shapeshifter non è solo questo: oltre alla corsa posteriore, cambiano anche le geometrie, caratteristica unica al mondo! Nella modalità DH troviamo angolo sterzo e angolo sella più aperti di 1.5°: l’angolo sterzo aperto è utilissimo per dare stabilità alla bici nelle fasi di discesa mentre l’angolo sella più chiuso per avere una posizione più in spinta sui pedali e meno fenomeni di “impennamento” nelle salite ripide e tecniche. Questi due sono i valori che più influiscono sulla guida ma indirettamente cambiano anche i valori di altezza da terra (più alta nella versione XC) e l’interasse (più lungo nella versione DH).

Tali cambiamenti avvengono grazie a un secondo mini ammortizzatore (sempre sviluppato da Canyon insieme a Fox) che modifica il leveraggio spingendo in avanti, o indietro, uno dei fulcri dello schema ammortizzante, cambiandone quindi le dinamiche: curva di compressione diversa come pure i valori di anti-squat e anti-rise. Riguardo la curva di compressione, in modalità XC troviamo un punto di sag più alto nella curva, vale a dire che serve maggiore forza per arrivare al punto di Sag. Sempre in tale modalità, anche l’Anti-squat cambia con valori più elevati: quindi bici che tende meno a sedersi e in sostanza più reattiva e più nervosa. I tecnici Canyon garantiscono anche maggiore affidabilità del sistema rispetto allo scorso.

comando canyon strive
Si vede l’integrazione sul manubrio del remoto per lo ShapeShifter
e il telescopico

TEST SUL CAMPO

Bici studiata per ottenere le massime prestazioni in ambito enduro racing ma, rispetto all’anno scorso, non è stato trascurato il lato del divertimento, a favore dei riders che amano staccare le ruote da terra e vedono gli ostacoli sul sentiero solo come rampe e atterraggi di doppi che sulla carta non esistono. Con Shapeshifter 2.0 è ora più facile e intuitivo passare dalla modalità XC a quella DH, basta utilizzare le due leve riunite nell’apposito manettino sul manubrio, tipo telescopico, per cambiare anche nei momenti più difficili, come in gara ad esempio, la geometria della bici. La nuova Strive abbandona le ruote da 27,5 per quelle da 29, con canale da 30 abbinate ai DHR 2.5 sia davanti che dietro, che donano ancora più stabilità e la velocità con cui si possono affrontare i tratti rettilinei e tecnici è davvero impressionante. La bici ti fa capire di poter toccare sempre meno i freni e di lasciare fare tutto a lei, questo però comporta un livello alto e costante di concentrazione ed una preparazione fisica all’altezza per poter continuare a spingere al massimo, discesa dopo discesa. Dopo alcune ore di utilizzo ho faticato a tenere un ritmo medio-alto ed è stato il momento in cui mi sono dedicato al divertimento, saltando e atterrando su rocce e radici con estrema facilità, scoprendo quanto fosse agile nonostante lo spirito racing. Il terreno estremamente secco e sabbioso dei sentieri di Malaga hanno messo a dura prova la nuova Strive in curva. Se questo non bastasse aggiungeteci anche la ripidità elevata in alcuni punti. Difficile quindi in queste condizioni dare un parere oggettivo perché il grip in staccata era pressoché nullo e la velocità in uscita di curva non era di certo quella massima. Rimanete “connessi” che in futuro faremo un test più approfondito e nel dettaglio.

shapeshifter 2.0
Il nuovo sistema ShapeShifter 2.0 che modifica
escursione e geometria con un click sul remoto

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