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Raggi X

Test Ohlins TTX 22M vs STX 22 Air

Ohlins ad aria contro Ohlins molla… quale la scelta migliore?

Il gruppo pesarese Andreani è da sempre sinonimo di sospensioni, elevate prestazioni e assistenza tecnica in ambito racing. Da oltre un decennio distributore del prestigioso brand Ohlins, Andreani è un riferimento del mercato anche nella realizzazione di macchinari per la revisione delle sospensioni. Aggiungiamo una nostra considerazione, oltre a tutti questi blasoni Andreani può vantare uno staff estremamente disponibile e professionale che non ha esitato a fornirci i materiali per il test e ad attivare una collaborazione proficua e scrupolosa. In un contesto di mercato impazzito, come quello odierno, può accadere che un influencer mai pervenuto sui campi di gara (però straripante di “like” e di “followers”) riceva le anteprime e i materiali prima di una testata specializzata come la nostra o, ancor peggio, prima del distributore nazionale… collaborare invece con un’azienda seria e professionale come Andreani, oltre ad essere un vero piacere, ci fa sperare in un futuro migliore. Ma veniamo al test comparativo Ohlins tra i due ammortizzatori, l’STX ad aria e il TTX a molla. La bici scelta per il test è la nostra Yeti SB6c, gioco facile per la taratura personalizzata da parte del “mago” Eros (responsabile tecnico del settore mtb) grazie all’esperienza sui campi di gara con le Yeti del team CicoBikes

CARATTERISTICHE

STX 22 AIR
Il modello da noi testato è quello con la camera a volume aumentato, introdotto lo scorso anno sul mercato anche come upgrade del vecchio STX con volume standard. Più aria significa maggior sensibilità lungo tutta la curva di compressione e prestazioni più orientate alla discesa. La tecnologia Single Tube, atipica in casa Ohlins, è stata sviluppata appositamente per questo ammortizzatore. I tre registri sono ben collocati e di facile utilizzo. Le alte velocità di compressione si regolano all’istante con la levetta nera sulle tre posizioni… Andreani sostituisce la valvola della posizione 3 con una appositamente modificata per ottenere una piattaforma più bloccata e stabile rispetto all’originale, un validissimo upgrade per le fasi pedalate. Le compressioni alle alte velocità si regolano su 9 posizioni tramite la ghiera blu mentre il rebound si modifica in 6 posizioni tramite la ghiera oro all’altra estremità dell’ammo.

Abbiamo trovato il nostro setting preferito utilizzando un sag del 30% con 165 psi di pressione, il registro basse 4 su 9 (da tutto aperto) e rebound 2 su 6 (da tutto aperto). L’STX in prova, misura 216x63mm, ha fatto registrare un peso di 441 grammi. Prezzo al pubblico 780 euro (i prezzi variano in base a modello e interasse)

TTX 22 M
Il TTX utilizza la tecnologia a doppio tubo (dal nome Twin Tube) per un’indipendenza totale tra compressione e ritorno oltre alla possibilità di utilizzare pressioni molto basse per una maggior sensibilità. Per questa stagione sono state introdotte nuove molle in acciaio che grazie alla particolare lega e alle ridotte dimensioni hanno permesso di limare non poco sul peso. Abbiamo avuto il piacere di assistere mentre il responsabile tecnico Eros smontava il TTX in test per la configurazione del pacco lamellare su misura per la cinematica Yeti… in questi momenti è facile sentirsi dei pro rider. Il registro alte velocità si regola tramite levetta sulle tre posizioni classiche Ohlins per una regolazione immediata anche in fase di riding. Il registro basse velocità in compressione ha 18 posizioni mentre il ritorno ha 6 posizioni (come sull’STX). Per un sag del 28% abbiamo scelto la molla da 365 lb, mentre il nostro setting idraulico preferito prevede il ritorno tutto aperto (l’idraulica della TTX è più frenata dell’STX) le basse in compressione a 4 click su 18 dal tutto aperto. Abbiamo pesato il TTX sia con la vecchia molla sia con quella di ultima generazione (nella foto di apertura le due molle a confronto). In entrambi i casi dobbiamo dire che il peso registrato è davvero interessante per un ammo a molla, 796 gr con la vecchia molla e solamente 717 grammi con la nuova molla (quella poi utilizzata per il test)! Prezzo al pubblico, 950 euro compresa molla (i prezzi variano in base a modello e interasse)

COMPARATIVA TEORICA

Grazie a Mad Moto, centro autorizzato Andreani in provincia di Verona, abbiamo provato i due ammortizzatori al banco e fatto due chiacchiere con Simone (il titolare, che ringraziamo sentitamente per la disponibilità e professionalità) in merito alle sostanziali differenze tra i due diversi elastomeri o elementi ammortizzanti, aria e molla. La principale differenza sta, per ovvie ragioni di fisica, nella curva di compressione, curvilinea e progressiva quella ad aria, retta e lineare quella a molla… tradotto in soldoni, se privato dell’idraulica, l’ammortizzatore ad aria più si comprime più oppone resistenza, con crescita esponenziale e picchi molto elevati a fine compressione, mentre quello a molla si comprime aumentando in misura minore e sempre linearmente la resistenza, fino a fondo corsa. Per questo motivo le “idrauliche” (ricordiamo che l’idraulica interviene sulla velocità con cui una sospensione si comprime o si estende) di un ammortizzatore ad aria e di uno a molla sono completamente differenti… quella dell’ammortizzatore a molla è sostanzialmente più frenata per compensare la linearità dell’elastomero ma è permessa anche grazie alla maggior sensibilità che la molla conferisce rispetto all’aria. Un‘altro elemento di differenziazione sostanziale è il mantenimento delle prestazioni volute anche ad alte temperature di esercizio. I nostri ammortizzatori eseguono migliaia di oscillazioni durante una discesa, riscaldandosi non poco. Più è lunga la discesa più si riscaldano. Da questo punto di vista entra in gioco il principale difetto di un ammortizzatore ad aria che è soggetto ad elevato surriscaldamento (con relativa perdita di prestazioni dovute all’espansione dell’aria che si riscalda) oltre che differenze di comportamento in base alla pressione atmosferica dovuta alle altitudini. Per quanto riguarda la pressione atmosferica possiamo adeguare la pressione interna del nostro ammortizzatore ad aria portandoci dietro la classica pompetta mentre per quanto riguarda il discorso del surriscaldamento la soluzione non è così semplice, anzi. Basti pensare che in Enduro World Series e nelle competizioni di enduro in generale, dove le prove speciali possono durare ben più di 10 minuti, l’utilizzo del molla è ormai largamente diffuso, soprattutto tra i top riders. Al contrario, lo sviluppo tecnologico costante sugli ammortizzatori ad aria per limitare le perdite di prestazioni dovute al surriscaldamento ha portato alcuni Pro downhiller (una run di downhill dura al massimo 4 minuti) ad utilizzare gli ammortizzatori ad aria, che permettono regolazioni fini più rapide e personalizzate.

IL RESPONSO DEL TEST

Una prima considerazione va fatta riguardo al peso… 276 grammi di differenza, per di più collocati in prossimità del baricentro della bici, davvero non si sentono nella guida. Concentriamoci dunque sulle sensazioni di guida e sulle differenze prestazionali. L’abbinamento con la forcella Ohlins RXF 36 Air montata sulla nostra SB6 si è rivelato perfettamente equilibrato in ambedue i casi, garantendo un ottimo bilanciamento ammortizzante antero/posteriore. L’STX 22 Air è senza alcun dubbio uno dei migliori ammortizzatori ad aria che abbiamo mai provato. Le sue prestazioni lo collocano in una precisa fascia di utilizzo che va dal trail all’enduro… in questi ambiti regala una grande sensazione di controllo pur mantenendo la classica progressività, fortunatamente mai eccessiva, degli ammo ad aria. La grande pastosità nell’assorbimento degli urti, anche ravvicinati, è la caratteristica (al momento inarrivabile per i competitors) che più ci ha fatto apprezzare questo STX. Il TTX 22M sorprende invece per il grande sostegno… nel cambio aria molla ci aspettavamo di sentire la mtb un pò pigra e seduta, cosa che invece non accade anzi, grazie anche alla taratura idraulica su misura per la nostra bici test, la prima sensazione è quella di avere a disposizione tanta escursione in più e una risposta sempre vigorosa del posteriore. Certo che la sensibilità del TTX, se paragonata all’STX è davvero straordinaria… non che l’STX faccia saltellare la Yeti, anzi, per essere un ammo ad aria abbiamo già affermato che la sua burrosità è davvero elevata ma, la sensazione di avere la ruota posteriore sempre incollata al terreno che regala il TTX è assolutamente impareggiabile. Ciò si traduce in miglior controllo del mezzo, una riduzione degli spazi di frenata e un aumento dei margini di errore. Abbiamo effettuato alcune prove cronometrate utilizzando due tester su due diversi sentieri, uno flow puro e l’altro onlyscassato. Ebbene, come era lecito aspettarsi, il cronometro ha fatto registrare i migliori tempi con il TTX, per ambedue i tester e su ambedue i sentieri. La spiegazione sta nel fatto che, grazie alla maggior sensibilità, l’ammortizzatore a molla mantiene la ruota posteriore incollata al terreno per un tempo superiore rispetto all’ammo ad aria. La sensazione è ben avvertibile soprattutto in percorrenza dei tratti più accidentati, con rocce in rapida successione.

Attenzione però, non sarebbe corretto affermare che il TTX sia migliore in assoluto rispetto all’STX… lo è se senza dubbio se guardiamo il cronometro, ma se invece badiamo alla fruibilità e al divertimento? Il blocco in posizione 3 dell’STX è decisamente più avvertibile rispetto al TTX e rende la nostra Yeti più piacevole ed efficiente nelle fasi pedalate (sulle lunghe salite, anche i quasi tre etti di peso in meno possono influire). Nella guida in discesa la progressività dell’STX rende la bici più “playful”, caratteristica che, per chi la sa sfruttare, aumenta il divertimento negli ambiti extra competizioni. Concludendo, qual’è il migliore degli ammortizzatori? Nessuno dei due! Consigliamo la scelta dell’STX 22 Air per chi utilizza la mtb in ambito trail/ all Mountain ma anche enduro race, perché no, purché non sia predominante rispetto ai precedenti. La STX è senza dubbio un valido upgrade per qualsiasi mtb con ammo ad aria… se avete una top di gamma con la STX impreziosirete ancor più il vostro gioiello allmountain incrementandone le prestazioni. Consigliamo invece il TTX a chi vede nelle competizioni la finalizzazione del proprio ego di biker… il miglioramento delle prestazioni in termini cronometrici può essere davvero notevole, soprattutto se vi piacciono le linee drittoperdritto e siete dotati di esperienza e manico. In ambedue i casi avrete un ammortizzatore Ohlins, “la Ferrari delle sospensioni”, sulla vostra biga.

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