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Extreme Shox, sospensioni nate per la competizione

extreme racing shox jekyll

Come nasce un ammortizzatore da competizione? Scopriamolo con Extreme Shox (EXT), azienda vicentina con all’interno una conoscenza e una cultura nel mondo delle sospensioni ai massimi livelli.

Un EXT STORIA (modello da Enduro) completamente sezionato

Extreme Shox nasce dalle conoscenze acquisite nel mondo automobilistico, poi spostate anche in quello bici. Anni e anni di esperienza, visto che la mente di tutto ciò è Franco Fratton, già tecnico Fox nel 1978 seguendo il mondiale MX. Palmares? Elenchiamo solo i più importanti a livello mondiale: 8 volte Campionato mondiale Rally, Campionato mondiale di Formula 1, Campionato WTCC, Le Mans, GT e Superstar. Vista l’elevata tecnologica e le risicate dimensioni dei progetti automobilistici, dal mondo motorizzato al mondo Mountain Bike il passo è breve. Infatti è straordinario notare come lo Storia attuale (modello per uso enduro mtb) sia, come dimensioni, pressoché identico a una sospensione di Formula 1, precisamente ad una Williams degli anni ‘90 con cui abbiamo potuto fare il paragone in “diretta”. Molte soluzioni, come l’uso di fasce in carbografite invece che in teflon, derivano da questo mondo.

EXT Storia Lok
Interessante spaccato dell’EXT Storia

L’ESORDIO NELLA MTB

Il 1° prototipo nasce nel 2014 e “commercializzato” nel 2015, si fa per dire, perché non c’era un rete commerciale, ed era nato grazie a un lavoro di sviluppo con Stendec, ora non più esistente. L’idea di creare un ammortizzatore specifico per il mondo bici è frutto anche all’incontro tra Fratton e Garland, ex meccanico di Danny Hart e capo tecnico del Giant Factory Off Road Team, e il progetto prendeva spunto dall’ammortizzatore creato per una LMP (Le Mans Prototype), dove si era arrivati a creare delle sospensioni molto contenute con piggy back.

Quanta storia in EXT: ammortizzatori da F1, Le Mans, MTB… tutto su uno stesso tavolo!

Tale ammortizzatore, già da allora, usava una tecnologia particolare nella valvola di compressione (spool): nessuna lamella o guarnizione ma uso di “finestre”, che portano a una caduta d’olio più veloce e istantanea, diminuendo di molto i problemi comuni legati al mondo sospensioni come, ad esempio, cavitazione o isteresi. Il rumore tipico degli EXT è dovuto proprio a questo particolare moto di “risucchio” e a una sfera che serve per le basse e alte velocità: ma di cosa si tratta? Molti utenti che usano EXT all’inizio notano questo suono e pensano a un malfunzionamento perché il rumore è di una sfera che si muove all’interno dell’ammortizzatore (non di certo fastidioso ma è un suono a cui non siamo abituati). Infatti non è altro che una sfera che si muove in base alla forza dell’impatto: se il colpo è forte, viene risucchiata e va a chiudere un circuito mentre se i colpi sono ‘basse velocità’, rimane sotto e chiude un altro circuito. Il mondo dei motori è servito molto ma il lavoro poi è stato tanto per rende il tutto competitivo anche nel mondo bici, visto che le frequenze sviluppate nel downhill sono spesso superiori anche al mondo rally (parola degli ingegneri EXT). Quindi i 2 mondi sono complementari gli uni agli altri per migliorarsi a vicenda e continuare lo sviluppo. Altro aspetto degli ammortizzatori EXT è il funzionamento a bassa pressione con presenza di poca aria nel serbatoio esterno: meno aria c’è, meno problemi ci sono.

Daniele Addamo, responsabile marketing, ci spiega molta dell’evoluzione degli ammortizzatori EXT

EXT, innovazione e brevetti esclusivi
1986 – introdotta la prima volta valvole ad alta e bassa velocità nel mondo delle corse
1994 – introdotto il primo controllo Hydraulic Bump Stop
1996 – primi ad introdurre la tecnologia a triplo tubo e lo strapiombo nel 2004
Anni 2000 – smorzamento regressivo Blow Off, sospensioni McPherson a cuscinetti lineari, ammortizzatori a rulli e molti altri design di proprietà. 2012 – partner tecnico ufficiale del progetto HONDA CIVIC WTCC
2014 – EXT entra nel mondo MTB
2015 – partner tecnico ufficiale di HYUNDAI MOTORSPORT con i20 WRC
2016 – partner di ABARTH e FCA AUTOMOBILES per i programmi di rally con la nuova 124 RALLY R-GT.

ISTERESI E CAVITAZIONE

Prima parlavamo di isteresi e avitazione. La prima è un ritardo che si crea tra il cambio di direzione tra estensione e compressione. La cavitazione, invece, è il fenomeno che si verifica quando il valore di pressione, nella camera in bassa pressione, scende sotto lo zero, creando così un vuoto che porta l’ammortizzatore a non funzionare correttamente.

Franco Fratton

Franco è la persona da cui è nata EXT (Extreme Shox), in tutti i dipendenti si vede il rispetto e l’ammirazione verso di lui. Una persona di sostanza, con un’esperienza pluridecennale del settore e tanta inventiva. Ingegnere meccanico, agli inizi della sua carriera ha lavorato per Fox: ad appena 22 anni era già all’interno dell’azienda ad armeggiare con le sospensioni che equipaggiano i migliori rider e team. Con i suoi progetti (Dynamic Suspension) hanno corso monoposto come Ferrari, Lotus e Williams mentre nel mondiale rally ha lavorato con campioni del calibro di Sebastian Loeb, Carlos Sainz e Didier Auriol. Franco Fratton è sicuramente un personaggio nel mondo delle sospensioni, sempre alla ricerca delle migliori performance.

PASSIAMO ALLA PRATICA

Tutto questo preambolo per farvi capire in che modo lavora EXT e la professionalità che si respira una volta entrati in azienda. Abbiamo deciso di seguire la trafila che fa ogni cliente e di montare una EXT Storia (modello da Enduro) sulla nostra Cannondale Jekyll (sui prossimi numeri ci saranno dei test approfonditi su EXT). Appena contattiamo EXT, ci viene inviato via mail un form da compilare con le caratteristiche della bici, il nostro peso e la nostra guida: i tecnici vogliono capire che tipo di rider siamo in modo da tararci ad hoc la sospensione. Daniele Addamo, addetto Marketing Extreme, ci ha spiegato come l’uso di flat ed SPD cambia l’assetto in sella: chi usa pedali flat preferisce una molla più leggera e tende a guidare più verso il dietro, quindi carica di più l’ammo. Chi usa gli SPD sta più centrato e si cerca di usare una molla più alta di rake per un sag più corretto. Anche l’uso di una 29” e 27,5” influisce il setting: su una 29”, EXT usa un setting più sostenuto per farla viaggiare più forte perché la ruota da 29” smorza di più l’impatto e sviluppa una frequenza minore rispetto a una 27,5”.

Qualsiasi tipo di rider siamo, abbiamo un trattamento da pilota ufficiale e questo non succede spesso. Si sa che gli ammortizzatori che ci sono in commercio hanno dei limiti perché escono di serie sulle bici senza sapere che tipo di rider li userà:”noi lavoriamo di qualità e personalizziamo il prodotto al 100% quindi il risultato è garantito. Se noi compriamo una bici, ci troviamo un ammortizzatore che non conosce nulla di noi ed è difficile trovare quell’alchimia perfetta con la sospensione”, riferisce Franco Fratton. Inviato il form, lo staff Extreme Shox lo valuta e inizia la produzione dell’ammortizzatore con una taratura specifica per noi sulla base della curva di compressione della bici: ogni modello, con ben sapete, ha una curva di compressione specifica (chi più progressiva nella parte iniziale, chi regressiva nella prima parte etc) e non si fa altro che tararlo in base alle proprietà dello schema ammortizzante (dato dalla casa o già in memoria dai tecnici EXT). Nel nostro caso è servita una visita in azienda per vedere se, fisicamente, l’ammortizzatore ci stava, essendo la Jekyll un modello nuovo e non presente nel loro archivio. L’ammortizzatore arriva con 2 molle di proprietà EXT in 2 libraggi differenti, in modo da poter avere anche una scelta in base a percorsi, terreno… o feste natalizie! Le molle EXT sono estremamente leggere grazie ad un mix di leghe e si riesce a uguagliare il peso del titanio. EXT Storia con molla da 475lb pesa 635gr, un peso veramente di poco superiore ai prodotti discesistici ad aria! Di solito con EXT si usano molle con libraggio inferiore ma la Jekyll ha uno schema ammortizzante che spinge molto e quindi, con un peso di 74kg, siamo arrivati ad usare una molla da 475lb. Le prime impressioni sono ottime e quello che più ci ha sorpreso è la pedalabilità del mezzo: nella Jekyll, a prima impressione, la molla mi ha dato un feeling migliore sia in pedalata che in discesa. Penso proprio che sarà difficile, dopo aver usato un prodotto con una simile qualità, tornare indietro! Altro aspetto molto importante è che nel service dell’ammortizzatore (consigliato minimo ogni stagione), sono compresi anche eventuali upgrade. Quindi significa che se nel frattempo esce una nuova idraulica, una nuova miglioria, viene sostituita gratuitamente: ”Il prodotto è in continua evoluzione, in EXT non si compra solo quel determinato modello ma il nostro ammortizzatore”, riferisce Daniele Addamo. Chapeau! Tanta sostanza. State connessi sui prossimi numeri per il test vero e proprio.

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Zoom dello STORIA sulla nostra Cannondale Jekyll

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#Andreani: Attrezzature per le sospensioni

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