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Editoriali

Come quella volta nel North Carolina

Dovevamo fare ancora 2 miglia ed eravamo rimasti senza batteria. A quel punto John and Maximinium partirono con le loro bici ‘muscolari’ per fare i chilometri che separavano casa loro dal pub…

C’era una volta, in un paesino del North Carolina, John: fisico statuario, sguardo di ghiaccio. Inutile dire che piaceva alle ragazze. Aveva una bella bici da 26” con telaio in alluminio di un bel rosa shocking. Veramente strano e controcorrente per l’epoca, ma John aveva personalità e ci metteva poco a zittire tutti, sia in sella che giù dalla bici: bastava una leccata di baff o dopo una birra stout o un doppio sulla gradinata del paese per far abbassare lo sguardo a chiunque. Sam, invece, era un biker dall’animo inventore e aveva nel suo garage una bici uguale a John. Solo la colorazione era diversa: un bel nero lucido. Inutile negarlo, passava più tempo giù dalla bici che sopra: i magazine del settore erano tutti suoi ma poi amava studiarli e “mentalizzarli”, come diceva lui, più che posarli e girare con la propria mountain bike. Sam, un giorno, uscì dal garage con una batteria applicata alla sua MTB. In pochi sapevano di cosa si trattasse ma alcuni avevano intuito: era una bici a pedalata assistita! John seppe di tale cosa da un amico, mentre aveva finito la sua giornaliera faticata su per il monte del paese che arrivava a 2000m: 5 ore di giro con un dislivello di 2200m. Aveva percorso solo 30km ma era felice: una volta arrivato sulla vetta si era un attimo rilassato e poi giù in discesa.

A John piaceva scendere a tutta ma, per rischiare meno, era solito fare delle soste tattiche ogni tanto. A fine giro, il fisico era provato: la stanchezza in volto era tangibile ma la pancia (e l’animo) erano vogliosi di un bello stinco di maiale (anche se, proprio in quei giorni, si stava informando sull’alimentazione vegana). Immancabile poi la birra al ‘Main Bar’: questa volta una artigianale ad alta fermentazione con un malto molto chiaro. Poco dopo, per pura fatalità, arriva anche Sam al ‘Main Bar’ con la sua rivoluzionaria bici elettrica: era sì stanco, ma non troppo.

finetto mezzari

Attorniato dagli amici, che non erano del settore, raccontava di essere passato dal Nantahala National Forest, puntando per le Smoky Mountains senza tralasciare la foresta nazionale del Cherokee: aveva fatto il triplo dei km di John, con molto più dislivello, e visto posti magnifici. Tutto in 5 ore… le stesse di John! Ma questo non convinceva Maximinium, figlio del proprietario del pub e vicino di casa di John. “Ok che si fatica lo stesso”, diceva, “ok che la e-bike sarà il futuro, ma c’è bisogno che noi umani ci semplifichiamo così tanto la vita? Non c’è il rischio di bruciare troppo le tappe?”.

Aveva solo 12 anni Maximinium, ma le idee molto chiare:”Perché bisogna, in una sola giornata, passare per tutti i parchi nazionali del North Carolina? Non ne bastava uno solo e fare gli altri due nei due fine settimana successivi?”. Proprio in quel preciso istante, Sam ordinò primo, secondo e contorno mentre John lo guardava e dissentiva:”Sam sta bruciando le tappe Maximinium: rischia di non prendersi i giusti tempi, né in bici né dopo”. A quel punto John e Maximinium partirono con le loro bici ‘muscolari’ per fare quei 2km che separavano casa loro dal pub. Distanza dura ma sincera.

north

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