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Valtellina d’estate, su due ruote per non stare mai fermi

Fonte: www.oggiviaggi.it

L’idea è semplice e geniale: estendere all’estate il dinamismo degli sport invernali e fare tesoro di un’esperienza che la Valtellina ha accumulato in oltre un secolo di attività turistica e agonistica.
In Valtellina l’estate è decisamente a due ruote, in tutte le sue variazioni, per soddisfare le esigenze del turista in cerca di passeggiate in bici come quelle dell’agonista in cerca di una scusa per mettersi alla prova.
bike1Tutti conoscono le perle del ciclismo valtellinese: Stelvio, Gavia e Mortirolo. Così diversi per il tipo di salita, violenta e relativamente breve quella del Mortirolo, graduale e implacabile quella dello Stelvio, e per la natura che li circonda ma uniti da un destino comune, che li vede anno dopo anno protagonisti del Giro d’Italia. Legato al ricordo di Coppi lo Stelvio, con l’omonima cima, e a Pantani il Mortirolo, con il monumento a lui dedicato, eretto in uno dei tornanti che amava. Il Gavia attende ancora di essere consacrato, portando con sé le imprese di Gotti, Simoni e di una folta schiera di stranieri.
La Valtellina su due ruote è però ben altro e molto di più. Sono moltissime, infatti, le persone che amano la montagna d’inverno e vorrebbero poter fare sport anche d’estate con la stessa intensità.
E se in inverno il paesaggio, pur meraviglioso, è decisamente uniforme, d’estate lo sport si sposa con il verde, i fiori, gli animali, i torrenti.

I percorsi, progettati per portare i biker nei punti più panoramici e suggestivi della valle, sono suddivisi in facili, medi e difficili.

I percorsi facili sono adatti a tutti, con dislivelli limitati e durata ridotta. Alcuni sono pensati per godere del paesaggio naturale, come quello dei laghi di Cancanoin Valdidentro, tranquillo e splendido tracciato immerso nello splendore del Parco Nazionale dello Stelvio, che partendo dalle Torri di Fraele, emblema della Valdidentro, costeggia il lago di Scala e i bacini artificiali di Cancano e San Giacomo.
Altri ci portano ad ammirare il rapporto delle attività umane con la montagna, come il Circuito dei meleti a Tirano che ci porta a visitare, pedalando senza alcuna fatica, le aree coltivate.
Il re dei percorsi per tutti resta comunque il Sentiero Valtellina: con la Ciclabile Valchiavenna forma un percorso che attraversa buona parte del fondovalle della provincia di bike2Sondrio; quasi 150 chilometri adatti a tutti per scoprire la Valtellina e la Valchiavenna sotto una veste nuova, lungo il corso dei fiumi Adda e Mera con deviazioni che portano a visitare i piccoli borghi disseminati ai margini del tragitto e le storiche cittadine di Chiavenna,Morbegno, Sondrioe Tirano.

I percorsi medi sono dedicati a biker con un buon allenamento; non presentano comunque particolari difficoltà tecniche se non per pochi tratti.
Si va dagli spunti gastronomici, come per l’Anello di Pedesina in Valgerola,appassionante itinerario oltre ad incontrare pregevoli esempi di architettura spontanea si scoprono le valli dove nasce il Bitto, alle rarità naturalistiche della Val Zebrù (Valfurva), regno dei grandi animali, dallo stambecco all’aquila reale che lungo il percorso è possibile osservare da vicino.
Anche gli spunti storici non mancano, come nella Via Priula, Passo San Marco, la storica via di comunicazione voluta dalla Repubblica di Venezia e realizzata su progetto di Alvise Priuli sul finire del ‘500 per mettere in comunicazione Bergamo con la Valtellina.

I percorsi difficili, infine, per la lunghezza, il dislivello e quindi la durata delle escursioni si rivolgono a biker con un solido allenamento. In alcuni casi prevedono tratti non completamente ciclabili.
Troviamo La Via Spluga in Valchiavenna, l’Alpe Cristallo in Valfurva, l’anello di Berbenno alle porte di Sondrio. Tutti con dislivelli superiori ai 1.300 metri che impegnano i biker più esperti per oltre tre ore.

Un discorso a parte meritano i bike park, autentico equivalente delle piste da sci.
Al Mottolino di Livigno, per esempio, si trova uno tra i più famosi bikepark d’Europa. Si sale in quota caricando la bicicletta sugli impianti, esattamente come si fa d’inverno con gli sci. Quindi ci si lancia lungo le discese attrezzate del bikepark, superando curve paraboliche, passerelle in legno e dossi, attraversando boschi, concedendosi perfino qualche salto. È tutto un gioco di velocità, equilibrio, destrezza, rapidità di decisione, fantasia.


mappa_sentiero_valtellina

Anche Madesimo è tra le importanti destinazioni europee in cui praticare le diverse discipline della mountain bike con l’apertura del Made Bike Park. La bici viene trasportata sugli impianti di risalita adeguatamente attrezzati ed utilizzata solo per scendere su percorsi progettati e costruiti appositamente per la mountain bike. Come per le piste da sci, i percorsi MTB sono di diverso livello di difficoltà (blu, rosso, nero) per permettere a tutti di provare l’ebbrezza di una discesa in piena sicurezza. Pendenze dolci, curve paraboliche, ponticelli di legno e piccoli dossi garantiscono sia ai principianti che agli esperti ore di divertimento senza faticare in salita, immersi in una natura di rara bellezza tra boschi di larici, mirtilli e rododendri.
Presso gli Skill Center di Bormio, Santa Caterina Valfurva e in località Le Motte-Oga in Valdisotto è invece possibile praticare l’avviamento alla mountain bike in tutta sicurezza. I Bike Park delle tre località sono dotati di skill center, una serie di manufatti in legno che formano un vero e proprio percorso di abilità e sono stati appositamente studiati e realizzati per consentire di imparare a condurre la mountain bike in completa sicurezza.

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