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Un XC con il Telescopico…si può?

Fonte: Davide Finetto

Il telescopico è un accessorio fondamentale nell’all-mountain/enduro ma perchè nelle granfondo o nei cross country non se ne sente il bisogno? Molto spesso si prende come riferimento il professionista e non vedendo i vari Schurter/Fontana usare un telescopico crediamo che sia un accessorio extra, non fondamentale, ma il professionista ha tutt’altra tecnica e se per lui in tanti frangenti alzare o abbassare la sella non fa differenza (in fatto di sicurezza e velocità del gesto) per un amatore diventa fondamentale.

I professionisti hanno come unico obiettivo andare forte e finchè non troveranno un passaggio impossibile da fare con la sella alta andranno di reggisella normale, questo per un discorso di pesi e di funzionalità (visto che comunque il telescopico va abbassato prima di ogni discesa e nei ritmi infernali degli XC odierni può essere un handicap, specie se poi quel tratto di pochi metri si riesce a fare anche con la sella alta). La sicurezza non sarà al massimo ma non è quella la priorità in campo professionistico mentre in ambito amatoriale la sicurezza dovrebbe essere al 1° posto visto che magari non disponiamo della tecnica sopraffina di un Elite.

Quante volte ci è capito di impuntarci? O, cambiamo soggetto, di vedere riders impuntarsi? Bene, con il telescopico questo problema molte volte lo togliamo di netto visto che avendo la sella bassa possiamo arretrare maggiormente e non abbiamo la sella che fa ‘effetto catapulta’ in avanti. Idem in tratti tecnici ripidi dove, invece di giocarci dei jolly assurdi, possiamo guidare bene la bici senza rimanere aggrappati al manubrio, con la sella bassa che ci permette di arretrare agevolmente e di caricare bene i pesi. E poi il fattore divertimento: immaginatevi di scollinare su di una salita dolomitica e poter poi abbassare al volo la sella in modo da godervi, in tutta sicurezza, la successiva discesa… quanto bello è?

Ma sono tutti vantaggi quelli del telescopico? Naturalmente alcuni problemini esistono come il fattore peso: si sa che su una front si cerca di limare su tutto e inserire un reggisella telescopico ci fa alzare l’ago della bilancia di quasi mezzo chilo nella migliore delle ipotesi (il Rochshox Reverb pesa 520gr contro i 200gr del reggisella FSA Carbon). Altri svantaggi non ne esistono se non un discorso di pulizia visiva della bici visto che con il telescopico si aggiunge un ulteriore cavo per il controllo remoto (i telai da XC non sono ancora predisposti per ulteriori passaggi interni quindi ci si deve arrangiare). Ah dimenticavo… anche il costo non è irrisorio! Con il Rochshox Reverb, top di gamma, superiamo di poco i 300€ di listino e se vogliamo spendere di meno il peso va ad aumentare ulteriormente… e scatta automaticamente il ragionamento:”perchè spendere 300€ per avere un reggisella da 520gr che potrei comprare a 10€?”

Photo: test del reggisella telescopico nella Internazionale di Nalles (Marlene Sunshine Racers)

In conclusione: non vi interessa il peso ma la sostanza? Valutate seriamente un reggisella telescopico. Il peso ha la sua importanza? Tenete pure ancora la sella altra “tra i marones” finchè non usciranno telescopico più leggeri e con meno escursione (più adatti ad un uso prettamente XC/Granfondo) perchè siamo sicuri che è solo una questione di tempo.

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